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14 dicembre 2018: quinta udienza del processo

Sono stati sentiti 5 testimoni, giornalisti italiani presenti nel Donbass il 24 Maggio 2014. A tutti è stato chiesto, come domanda preliminare, di ripercorrere la propria esperienza professionale: ne è emerso che i reporters freelance interrogati sono cittadini del mondo, sovente lavorano in zone di conflitto e non sono certo giovani inesperti.

  • Francesca Volpi (fotogiornalista): dopo alcuni periodi a Kiev durante la rivolta del Maidan, Volpi ha trascorso varie settimane tra Crimea e Donbass e si trovava a Donetsk il 24 Maggio 2014. Ha incontrato l’imputato il 2/5/14 e la loro conversazione è testimoniata da un video non autorizzato (fonte aperta online) che è stato riprodotto in aula. Ha inoltre saputo che l’imputato durante una telefonata al giornalista Marcello Fauci ha dichiarato di avere l’ordine di sparare a tutto ciò che si muove;
  • Andrea Carrubba (fotogiornalista): soggiornò nello stesso ostello ove dormirono Andy, Andrey e William Roguelon; lì ebbero modo di conoscersi e scambiarsi informazioni circa i luoghi vicini a Slaviansk. Il giornalista ha ricordato la serietà e professionalità consolidata di Andrey Mironov e ha dichiarato di aver visitato più volte il luogo dove poi si svolse l’attacco. Carrubba ha raccontato di aver riconosciuto i corpi di Andy ed Andrey all’obitorio e di aver recuperato il PC e gli altri -pochi-effetti personali di Andy dalla camera dell’ostello;
  • Marcello Fauci (fotografo): aveva conosciuto l’imputato a Kiev, durante la rivoluzione del Maidan. Avevano avuto svariati contatti fino al maggio 2014, quando Fauci si trovava nel Donbass. Il giorno della morte di Andy Fauci ha sentito Vitaly Markiv per telefono per avere informazioni sulla situazione: l’imputato ha consigliato di andare via perché la zona era pericolosa per i giornalisti e che loro – la guardia nazionale ucraina – aveva l’ordine di sparare a tutto ciò che si muoveva;
  • Ilaria Morani (giornalista): nel Donbass lavorava spesso con Fauci. Il 24 maggio 2014 ha assistito alla telefonata sopracitata (condotta in vivavoce e in italiano) e ha pubblicato sul Corriere della Sera l’articolo consultabile a questo link. Morani ha confermato che l’imputato lasciava intendere di avere un ruolo di comando nella postazione sopra la collina di Karachun da cui sparava l’artiglieria ucraina;
  • Michela Iaccarino (fotografa): insieme a Carrubba si è occupata del riconoscimento delle salme e della custodia degli effetti personali di Andy ed Andrey. La sua conoscenza del russo le ha permesso di ottenere informazioni immediate durante la fase di ricerca dei corpi.

La difesa ha contestato in alcuni punti l’attendibilità dei testimoni rilevando lievi discrepanze nelle deposizioni rilasciate dai testimoni nel novembre 2016 e quelle di ieri – scelta dei vocaboli, uso di sinonimi e altri dettagli di contesto.

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