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18 gennaio 2019: sesta udienza del processo

Sono stati chiamati a testimoniare i componenti della squadra ROS che hanno indagato sul caso. A tutti è stato chiesto di illustrare brevemente il proprio percorso professionale e il ruolo attualmente ricoperto all’interno del nucleo investigativo.
I testimoni hanno riportato che le indagini si sono articolate nelle seguenti fasi:

  • estrazione dati dai dispositivi di Andy (PC, memoria macchine fotografiche, telefono);
  • analisi informazioni provviste dai giornalisti interrogati (che hanno testimoniato durante l’udienza del 14 Dicembre 2018), ricerca anagrafica e online;
  • attività intercettive dei canali di comunicazione usati dall’allora indagato Vitaly Markiv;
  • estrazione dati dai dispositivi sequestrati all’imputato Vitaly Markiv in fase di arresto: tale passaggio ha portato alla luce, tra l’altro, diversi documenti fotografici che illustrano come le milizie ucraine compissero iterate violazioni dei diritti umani torturando i prigionieri di guerra;
  • interrogazione imputato;

Tra i dati in possesso all’imputato vi erano diversi files -foto e video- che rappresentano la posizione da cui l’artiglieria ucraina ha sparato su Andy ed Andrey, la visuale sulla fabbrica davanti alla quale è cominciato l’attacco e che infine inquadrano l’imputato (selfie).
La determinazione della posizione esatta è stata ottenuta incrociando le coordinate GPS trasmesse dal fotografo Roguelon alla Gendarmerie Francaise, le immagini satellitari corrispondenti a tali coordinate ed i documenti sequestrati all’imputato.

I membri dei ROS interrogati hanno fornito una cristallina ricostruzione delle indagini e delle motivazioni delle scelte prese.
Grazie a coloro che sono stati presenti e a voi tutti per il supporto di sempre, vi ricordiamo che la prossima udienza si terrà il 25 Gennaio alle ore 9:30.

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14 dicembre 2018: quinta udienza del processo

Sono stati sentiti 5 testimoni, giornalisti italiani presenti nel Donbass il 24 Maggio 2014. A tutti è stato chiesto, come domanda preliminare, di ripercorrere la propria esperienza professionale: ne è emerso che i reporters freelance interrogati sono cittadini del mondo, sovente lavorano in zone di conflitto e non sono certo giovani inesperti.

  • Francesca Volpi (fotogiornalista): dopo alcuni periodi a Kiev durante la rivolta del Maidan, Volpi ha trascorso varie settimane tra Crimea e Donbass e si trovava a Donetsk il 24 Maggio 2014. Ha incontrato l’imputato il 2/5/14 e la loro conversazione è testimoniata da un video non autorizzato (fonte aperta online) che è stato riprodotto in aula. Ha inoltre saputo che l’imputato durante una telefonata al giornalista Marcello Fauci ha dichiarato di avere l’ordine di sparare a tutto ciò che si muove;
  • Andrea Carrubba (fotogiornalista): soggiornò nello stesso ostello ove dormirono Andy, Andrey e William Roguelon; lì ebbero modo di conoscersi e scambiarsi informazioni circa i luoghi vicini a Slaviansk. Il giornalista ha ricordato la serietà e professionalità consolidata di Andrey Mironov e ha dichiarato di aver visitato più volte il luogo dove poi si svolse l’attacco. Carrubba ha raccontato di aver riconosciuto i corpi di Andy ed Andrey all’obitorio e di aver recuperato il PC e gli altri -pochi-effetti personali di Andy dalla camera dell’ostello;
  • Marcello Fauci (fotografo): aveva conosciuto l’imputato a Kiev, durante la rivoluzione del Maidan. Avevano avuto svariati contatti fino al maggio 2014, quando Fauci si trovava nel Donbass. Il giorno della morte di Andy Fauci ha sentito Vitaly Markiv per telefono per avere informazioni sulla situazione: l’imputato ha consigliato di andare via perché la zona era pericolosa per i giornalisti e che loro – la guardia nazionale ucraina – aveva l’ordine di sparare a tutto ciò che si muoveva;
  • Ilaria Morani (giornalista): nel Donbass lavorava spesso con Fauci. Il 24 maggio 2014 ha assistito alla telefonata sopracitata (condotta in vivavoce e in italiano) e ha pubblicato sul Corriere della Sera l’articolo consultabile a questo link. Morani ha confermato che l’imputato lasciava intendere di avere un ruolo di comando nella postazione sopra la collina di Karachun da cui sparava l’artiglieria ucraina;
  • Michela Iaccarino (fotografa): insieme a Carrubba si è occupata del riconoscimento delle salme e della custodia degli effetti personali di Andy ed Andrey. La sua conoscenza del russo le ha permesso di ottenere informazioni immediate durante la fase di ricerca dei corpi.

La difesa ha contestato in alcuni punti l’attendibilità dei testimoni rilevando lievi discrepanze nelle deposizioni rilasciate dai testimoni nel novembre 2016 e quelle di ieri – scelta dei vocaboli, uso di sinonimi e altri dettagli di contesto.

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30 novembre 2018: quarta udienza del processo

In apertura gli avvocati difensori dello Stato ucraino hanno obbiettato circa la rilevanza del legame tra l’imputato, Markiv, e l’Ucraina sostenendo che lo Stato non è responsabile delle azioni dei propri dipendenti se non viene provata l’emanazione dello specifico comando eseguito. La loro istanza affinché la corte rigettasse la chiamata in causa dell’Ucraina quale responsabile civile dell’omicidio di Rocchelli, così come chiesta dalla sua famiglia – inoltrata a Luglio e a Settembre e già accolta dalla corte- è stata respinta.
L’udienza è stata poi dedicata all’audizione del testimone oculare William Roguelon, sopravvissuto all’attacco a fuoco malgrado il grave ferimento. William ha raccontato in modo lucido e preciso quanto è accaduto nel pomeriggio del 24 Maggio 2014 rispondendo puntualmente alle domande della Procura di Pavia e degli avvocati. Durante il racconto -circa due ore- sono stati mostrati video e materiale fotografico a sostegno delle sue dichiarazioni. Tra l’altro, William ha riconosciuto il taxi crivellato di colpi, inquadrato in un filmato, e ha sottolineato come il taxi fosse inizialmente corredato dall’apposita insegna luminosa e pertanto non fosse possibile confonderlo con una vettura militare.
Ha inoltre spiegato come nel corso di una causa civile parallela al processo penale italiano, lo Stato francese abbia riconosciuto William come il primo giornalista vittima di crimini di guerra e ne abbia decretato il diritto al risarcimento. Questo caso diventerà un precedente nella giurisprudenza francese.
E’ stato pubblicato il calendario delle future udienze: 14 Dicembre 2018; 18 e 25 Gennaio 2019; 8 e 22 Febbraio; 15, 22 e 29 Marzo; 12 Aprile.